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B4. I sensori inerziali

B4. I sensori inerziali - Athlaid Service IT

I sensori inerziali sono una soluzione intuitiva e di facile utilizzo, è un prezioso strumento di supporto per la pianificazione e il monitoraggio di ogni percorso di allenamento. Costituiscono un sistema wireless composto da un sensore inerziale, da un accelerometro triassiale, un sensore magnetico e un giroscopio triassiale che, posizionato su L5, permette di eseguire un’analisi funzionale del cammino della corsa e del salto. I dati acquisiti consentono infatti di ricavare la forza, la potenza e il lavoro esercitati dall’atleta durante il gesto sportivo. Il sensore, posizionato in vita tramite un’apposita cintura, permette all’atleta di eseguire in totale libertà di movimento una serie di esercizi quali salti, cambi di direzione e brevi corse. Al termine delle prove un report automatico permette di visualizzare i parametri acquisiti, tra cui gli indici di simmetria e il coefficiente di riuso elastico della forza. Prezioso ausilio per i medici e i preparatori sportivi che vogliono monitorare le condizioni dell’atleta in maniera oggettiva. Grazie all’ampia gamma di test valutativi assicura un’analisi completa del paziente per monitorarne le performance e pianificare allenamenti e potenziamenti.

1. PARAMETRI ANALIZZATI: Squat Jump - Valutazione della forza esplosiva degli arti inferiori dell’atleta, partendo da un angolo al ginocchio di 90 gradi. Lo scopo di questo protocollo è di misurare la componente esplosiva della forza, annullando l’effetto del ciclo stiramento-accorciamento dei muscoli estensori del ginocchio.

2. Squat Jump con Bilanciere - Test che permette la valutazione della forza esplosiva degli arti inferiori a fronte di un aumento del carico dovuto al sollevamento contemporaneo di un bilanciere sulle spalle dell’atleta.

3. Counter Movement Jump - Valutazione della forza esplosiva con riuso di energia elastica immagazzinata durante il ciclo stiramento-accorciamento. Si tratta di un test estremamente efficace per quantificare gli effetti del ritorno elastico nella fase di massima forza esplosiva degli arti inferiori.

4. CMJ ripetuto - Questo test consente l’immediata valutazione di eventuali processi di affaticamento sull’atleta. Prevede l’esecuzione in un tempo predeterminato del massimo numero di CMJ.

5. CMJ con spinta delle braccia - Test ancora focalizzato sui processi di utilizzo dell’energia elastica nei salti: permette di valutare il contributo della coordinazione mediante la spinta degli arti superiori durante un salto.

6. Drop Jump - Il Drop Jump indaga la forza esplosiva degli arti inferiori e viene utilizzato soprattutto per calcolare l’altezza ottimale di caduta che consenta all’atleta di eseguire il miglior salto.

7. Stiffness - E’ un test fondamentale per la valutazione della forza reattiva. Durante l’azione di salto il soggetto deve tenere le gambe tese e le braccia sui fianchi; l’azione di salto avviene prevalentemente grazie alla spinta dei piedi. Questo test, che viene effettuato sfruttando la reattività neuromuscolare e quella del sistema muscoli-tendini-ossa, permette di valutare la componente reattiva della forza degli estensori degli arti inferiori.

B5. Analisi della Barriera Antiossidante.

B5. Analisi della Barriera Antiossidante. - Athlaid Service IT

Dopo le competizioni o gli allenamenti intensi, sia per esercizio di tipo isometrico che isotonico, si riscontra una concentrazione significativamente elevata di radicali liberi ancora più evidente nei soggetti con scarso allenamento o in overtraining. Le conseguenze del danno ossidativo si ripercuotono non solo sul muscolo (predisposizione alle lesioni traumatiche, fisiologiche e da overuse) ma anche sul tessuto connettivo dell’apparato locomotore. Ognuno di questi eventi può provocare, direttamente o indirettamente, una riduzione delle prestazioni sia in soggetti che praticano normali programmi di fitness sia in atleti professionisti. Chiunque pratichi attività sportiva dovrebbe sottoporsi periodicamente ad una valutazione dello stress ossidativo o almeno della barriera antiossidante allo scopo di ottimizzare e personalizzare il proprio programma di allenamento e raggiungere migliori prestazioni senza correre i rischi delle lesioni da radicali liberi. Il sistema in uso è particolarmente facile da usare: grazie ad un campione di saliva e un piccolo strumento chiamato WLTest Reader è possibile conoscere il valore della barriera antiossidante di una persona. WLT è un esame assolutamente non invasivo e molto semplice da eseguire.

 

1. PARAMETRI ANALIZZATI: verifica dell’overtraining; individualizzare gli allenamenti; evidenziare il benessere psico-fisico dell’atleta; riserva antiossidante; possibili processi infiammatori in corso; valore borderline; valori ottimali; valori normali; riserva antiossidante inadeguata; riserva ossidante adeguata.

RISULTATI ATTESI

RISULTATI ATTESI - Athlaid Service IT

RISULTATI ATTESI

Mediante il monitoraggio continuo dell’atleta ci aspettiamo una riduzione del numero degli infortuni ed eventualmente anche un miglioramento della performance globale. In caso di infortuni, i dati raccolti saranno sfruttati per programmare protocolli riabilitativi specifici personalizzati per un precoce ritorno all’attività riducendo l’insorgenza di recidive.

1. verificare se il trattamento del dolore è sufficiente a ripristinare condizioni biomeccaniche valide di esecuzione dell’attività motoria o se persistano anomalie motorie potenzialmente dannose suscettibili di trattamento kinesiterapico;

2. identificare gli effetti dei deficit legamentosi sulle sollecitazioni a carico dell’articolazione investigata, di articolazioni adiacenti o controlaterali e dei muscoli stabilizzatori, determinando in tal modo sia la capacità di vicariare la funzione mediante meccanismi attivi di origine neuromuscolare, sia il potenziale patogenetico di tali adattamenti, eventualmente indirizzando verso un trattamento kinesiterapico, ortesico o chirurgico;

3. quantificare il carico ripetitivo assorbito da un’articolazione soggetta a processo degenerativo della cartilagine articolare a causa di alterazioni biomeccaniche, in modo da identificare la predisposizione allo sviluppo e alla progressione del danno e intervenire in senso kinesiterapico, ortesico o chirurgico;

4. determinare l’associazione tra condizioni patologiche o involutive del sistema muscolo-scheletrico, pattern di deambulazione, corsa e salto e rischio di recidive;

5. evidenziare pattern di attivazione muscolare che possano determinare, assieme al pattern cinematico e cinetico, un sovraccarico miotendineo, come condizione predisponente a eventi lesivi, o un ridotto o asimmetrico impegno muscolare, come condizione predisponente all’ipotrofia muscolare;

6. determinare l’impatto di procedure chirurgiche e protesiche sugli aspetti energetici del movimento;

7. valutare l’efficacia dei trattamenti kinesiterapici, ortesici e chirurgici nel ripristinare la biomeccanica fisiologica il più vicino possibile allo stato di forma migliore pre-intervento.

Multifattorialità e Multidisciplinarietà per combattere l'insorgenza di malattie

VINCERE NELLA VITA

Qualunque siano le finalità, ludiche o agonistiche, dello sport e l’impegno con il quale esso viene praticato, la visita medica che accerti la capacità dell’organismo di sopportare sforzi intensi e continuativi senza rischi è un momento di grande importanza. Soltanto in buone condizioni di salute, infatti, lo sport rappresenta un mezzo che consente all’organismo di stare meglio senza correre inutili pericoli. Purtroppo l’aver sempre goduto di buona salute e l’essere giovani non sono garanzie assolute; ci sono, infatti, malattie che, in maniera subdola, possono essere presenti e che si possono manifestare all’improvviso in conseguenza di un’attività fisica intensa. A differenza di tutti gli altri paesi del mondo, l’Italia ha introdotto una serie di normative per la tutela sanitaria dell’attività agonistica, affidando allo specialista in medicina dello sport il compito di applicarne le direttive. Tale medico “certificatore”, in questi ultimi vent’anni, ha acquisito una serie di dati ed un’esperienza unica nel suo genere, in quanto ha valutato una popolazione mediamente sana, giovane ed attiva. Compito del medico è cercare di riconoscere, per quanto possibile, le situazioni a rischio in tutti gli apparati e gli organi, considerando la visita medica non solo come un contributo allo sfruttamento dei benefici che lo sport comporta, ma anche come importante momento di prevenzione.

Pertanto l’elevato numero di discipline mediche coinvolte nella valutazione multidisciplinare dell’atleta offre ad ogni singolo addetto ai lavori in campo sportivo l’opportunità di confrontarsi “tout court” con: il medico dello sport. Particolare rilievo è assunto dalla  fisiatria, quale area interdisciplinare necessaria per trattare esiti delle malattie traumatologiche, ortopediche, reumatologiche, neurologiche, ecc. in collaborazione con altre branche specialistiche, ma fondamentalmente per definire i limiti e le potenzialità della stessa riabilitazione medica. Tali discipline, ben coniugate con una suite di tecniche e tecnologie, diventano indispensabili per cercare di analizzare tutti i dettagli genetici, ematochimici e morfo-funzionali, individuando da un lato le controindicazioni alla pratica degli sport più comuni e dall’altro le eccellenze nascoste.

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